IMMAGINI, ISTANTI, SOSPIRI, FUGGENTI E SFUGGENTI, SFUMATURE INFINITE DI COLORI TRA IL BIANCO E IL NERO, GIOCHI DI LUCI E DI SUONI, STORIE DI IDEE E IDEE DI STORIE, TENTATIVI O FORSE TENTAZIONI, ACCENNI DI ME, DI NOI, DEL MONDO, TRA PASSATO E FUTURO, ALLUSIONI ALLA VITA OPPURE, FORSE, SEMPLICEMENTE ILLUSIONI!

Non fatevi fregare!

09 giugno 2010

Lost: perché NON è un capolavoro!

Su BestMovie, la mia opinione sul finale della serie televisiva LOST.

08 aprile 2010

La legge è uguale per... loro!

L’articolo 3 della Costituzione Italiana recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

A parte Berlusconi e i suoi ministri ovviamente, che possono dichiararsi legittimamente impediti a presenziare in eventuali processi a loro carico e quindi a chiederne il rinvio… ad libitum, o almeno finché restano in carica. Ennesima legge che ha come unico scopo di evitare i processi al nostro perseguitato Presidente del Consiglio rendendolo quindi a tutti gli effetti, incostituzionalmente, un Italiano al di sopra di tutti gli altri e al di sopra della Costituzione. Leggina ad personam prontamente firmata dal sempre più pavido Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: garante che ormai non garantisce praticamente più nulla. Già sconfessato più volte, continua a firmare schifezze imperterrito.
Non basta certo l’escamotage di estendere a tutti i Ministri quella che è a tutti gli effetti una sorta di impunità, per non capire che qualcosa non quadra comunque. Qualcuno ricorderà che altri tentativi più mirati alla sola persona del Presidente del Consiglio erano già stati rigettati dalla Corte Costituzionale, perché il Presidente del Consiglio, ovvero il Primo Ministro, altro non è che un Primo tra eguali, ergo non poteva lui solo essere “lodato” (anche da qui, tra le altre cose, l’insuccesso dei vari lodi). E’ solo ed esclusivamente per questo motivo che questa leggina sull’impedimento è stata estesa a tutti i ministri, felicemente complici del loro padre e padrone, sempre tutti felicemente chini a difendere il Leader, ad appoggiare qualsiasi berlusconata venga in mente a lui e ai suoi zelanti avvocati difensori, nonché contemporaneamente deputati della Repubblica. Che schifo!
Ma cosa c’è che non va in questa legge? Non sono un giurista, sono solo un cittadino un po’ attento e pure qualcosa non mi suona bene e anzi, mi disgusta. Innanzitutto qui non si delinea una sorta di “Immunità parlamentare”. Quell’istituto aveva un senso, se non fosse stato completamente svuotato dalla parzialità della nostra classe politica, capace solo di arroccarsi, trasversalmente, senza colore politico alcuno, per difendere se stessa, sempre e acriticamente, tanto che si fu costretti ad abbandonarlo sotto la pressione di Tangentopoli e dell’opinipone pubblica (almeno allora esisteva un’opinione pubblica in grado di distinguere tra la merda e la cioccolata!). Ma almeno là si trattava di un voto del Parlamento. Altri quindi e non in teoria i diretti interessati (cioè né l’imputato, né i giudici) erano chiamati a pronunciarsi. Che poi questi altri super partes non siano mai stati capaci di essere tali e di decidere con coscienza e giudizio, schierandosi sempre dalla parte del collega deputato o senatore è un altro discorso.
Invece con il legittimo impedimento è innanzitutto la stessa Presidenza del Consiglio che con autocertificazione denuncia l’impedimento medesimo. Il che in una democrazia è semplicemente assurdo. Inoltre il termine legittimo, se non è circostanziano con estrema cura, risulta talmente vago tale da poter includere qualsiasi cosa: dalla diarrea, al viaggio di Stato organizzato ad hoc. Il punto sarebbe molto semplice. Perché Il Primo Ministro non consegna una sua Agenda, diciamo, con almeno tre mesi di anticipo alla Corte? Agenda che sia immodificabile? Permettendo quindi ai giudici di programmare le udienze, senza interferire con i suoi programmi inderogabili? E, in ogni caso, ci vorrebbe sempre una Commissione super partes, cui spetterebbe il compito di giudicare se la legittimità dell’impedimento, sia effettivamente tale. E’ evidente, non si deve certo essere un genio, per capire che non può la stessa persona interessata (che ha tutto l’interesse a rinviare il processo), l’unica a decidere sulla faccenda. Se il nostro Presidente della Repubblica non se ne rende conto, se la sinistra di Bersani non se ne rende conto (solo Di Pietro ormai si scandalizza) è difficile aspettarsi che se ne rendano conto gli Italiani, specie i numerosi fan ostinati del Berlusca.

30 marzo 2010

Questa Italia!

In un Paese normale i vincitori concederebbero ai vinti l'onore delle armi. I vinti si complimenterebbero con i vincitori e augurerebbero loro buon lavoro nel contesto ovviamente di un'opposizione costruttiva. Ma l'Italia non è un Paese normale. In Italia un uomo come Silvio Berlusconi, reale anomalia per un paese civile e democratico, continua a essere il nostro "amato" Presidente del Consiglio e un partito come la Lega Nord fa mambassa di voti, tra l'altro non solo al Nord. Il punto è che la vera anomalia dopotutto sono gli Italiani stessi. E non solo perché gli Italiani contemporanei sono il risultato di vent'anni di anti-cultura catodica di cui sempre Berlusconi (complice l'immobilismo di una sinistra implosa) è stato il principale artefice, ma innanzitutto perché gli Italiani sono Italiani punto e basta! E una certa Italianità, quella che ormai si va sempre più diffondendo, è qualcosa di davvero misero. E' l'Italia che ammira i furbi, che ride alle battute volgari, l'Italia dell'utilitarismo, dell'egoismo, del razzismo, del bullismo, del tutti per me e dell'io per nessuno, che ormai dilaga. E' l'Italia del rifiuto della cultura, dei soldi facili, dei mestieri facili, che d'altra parte alimenta e giustifica la politica dei corrotti, dei favori personali, del concorso esterno, del nepotismo ostentato che ha ormai preso piede divenendo normalità. A ben vedere è la medesima cultura sulla quale si sostengono e proliferano le mafie (siano esse camorra, 'ndrangheta, o mafia siciliana). Ed è l'Italia della tivù che insegna che non occorre alcuna preparazione per sfondare, basta solo apparire, anche (o forse soprattutto) apparire idiota e ignorante (vedi "Il Grande Fratello"), essendo ovviamente in grado di mostrare due bicipiti belli gonfi oppure uno stacco di coscie da paura, perché questo è ciò che conta davvero in questa Italia. Il machismo maschilista di Berlusconi attrae questi Italiani. L'uomo che si è fatto da sé, che si è arricchito a dismisura in un contesto di corruzione e che è continuato a crescere commettendo reati di cui non paga le conseguenze, piace tantissimo a questi Italiani. Lo idolatrano, lo difendono, vorrebbero essere lui. Vorrebbero essere lui quando tradisce la moglie e giura il falso sui suoi figli. Vorrebbero essere lui, quando va a puttane. Vorrebbero abitare nelle sue ville e partecipare ai suoi festini zeppi di veline compiacenti (che poi magari ce le ritroviamo in politica). Vorrebbero frequentare la minorenne Noemi Letizia e poi magari andare in pompa magna alla sua festa di diciott'anni, magari con un bel regalo costosissimo, e farsi chiamare Papi.
E poi c'è la Lega che si fa strada la in questa Italia. Il suo leader Umberto Bossi fa candidare il figlio somaro (bocciato per tre volte alla Maturità) in quel di Brescia, con un stile che appare in piena sintonia con il sistema Italia di cui sopra e i Bresciani (a differenza ad esempio dei Francesi che in casi simili insorgono) lo votano in modo plebiscitario. Da quelle parti si sentono evidentemente rappresentati dalla mediocrità. Che tristezza! Ma la Lega è ben di più ed è ben oltre questo. La Lega usa parole e compie gesti, che farebbero rabbrividere chiunque in un Paese civile, farebbero rabbrividire chiunque in Europa, anche la destra, perché la destra vera, europea, è qualcosa di molto, molto diverso dalla destra Italiana di Berlusconi e Lega.
La Lega che ai tempi bruciava il tricolore, ma che si allea con un partito che solo alcuni nomi fa si chiamava Forza Italia e con il partito campione del patriottismo (Alleanza Nazionale). La Lega del paganesimo celtico, che si dichiara oggi difensore dei valori cattolici. Il leghista ed ex-sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che dice pubblicamente e con orgoglio cose tipo: "Darò immediatamente disposizioni al mio comandante (dei vigili urbani) affinché faccia PULIZIA ETNICA dei culattoni... i culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c'è nessuna possibilità per culattoni e simili", mentre il leghista Mario Borghezio ha disinfettato su un treno il sedile dove era stata seduta una donna di colore, prima di sedervicisi a sua volta e si è fatto vanto di dare fuoco ai materassi di disgraziati homeless costretti a vivere sotto i ponti. La Lega è un partito che conduce con orgoglio alcuni maiali a pisciare in luoghi dove è in progetto la costruzione di una Moschea. E gli esempi di una politica, ottusa, reazionaria, incapace di cogliere i segnali del presente, figuriamoci di anticipare il futuro, in nome di un egoismo cieco e insensato sarebbero infiniti.

In tutto ciò però anche noi, noi che ci lamentiamo di questa deriva, abbiamo le nostre responsabilità. Perché non ci siamo impegnati abbastanza, perché evidentemente dobbiamo impegnarci di più. La sinistra, incapace di costruire un progetto credibile, o incapace quantomeno di convincere con le proprie ragioni (che sarebbero ragionevoli accidenti, se solo ci fosse qualcuno di credibile a comunicarcele) ha le sue responsabilità. La Chiesa Cattolica, che continua pervicacemente a a pendere dalla parte sbagliata (e qui bisognerebbe approfondire il discorso, ma si divagherebbe troppo) ha le proprie responsabilità. Coloro che concorrono con liste senza futuro, anziché tentare di contribuire a costruire un reale progetto di governo e quindi una reale alternativa a questa Italia, disperdendo voti utili, hanno le loro responsabilità.

E il risultato è che per ora, questa Italia triste e stupida, che non si vuole bene, ce la teniamo ancora per un bel po'.

Bibbia-al-Neon